Sulle tracce della Mara. Passeggiando nella storia della comunità LGBTQIA+ leccese

Sulle tracce della Mara. Passeggiando nella storia della comunità LGBTQIA+ leccese

5 tappe 1h 27min
Chi era la Mara? Nata a Lecce nel 1932, Mara attraversò il Novecento leccese da una posizione insieme marginale e centralissima: giudicata, desiderata, raccontata, esclusa, ma anche capace di costruirsi autonomia e una presenza impossibile da ignorare. Da giovane lasciò il Salento, passò da Roma e poi da Genova, dove visse anche di prostituzione e conobbe il mondo delle case chiuse. Dopo la legge Merlin del 1958 tornò a Lecce e legò progressivamente la propria vita al centro storico, soprattutto alle Giravolte.

Questa mappa parte dalla sua storia senza ridurla a un'etichetta. Seguendo le tracce della Mara attraverseremo luoghi, fotografie, libri, giornali e memorie per incontrare una Lecce spesso rimasta ai margini della narrazione pubblica.

Dalle Giravolte ai luoghi della cultura, dagli spazi dell'associazionismo alle strade attraversate dai Pride, la vicenda della Mara diventa un filo per leggere trasformazioni più ampie della presenza LGBTQIA+ nel territorio leccese, fino alla scena queer contemporanea.

Le tappe

Le Giravolte

Benvenutə alle Giravolte. Oggi questo è uno degli angoli più suggestivi del centro storico di Lecce. Ma per decenni fu molto di più. Tra questi vicoli viveva una donna che tutta la città conosceva come la Mara. Alcuni la ricordano come un personaggio eccentrico. Altri come una figura capace di creare relazioni dove esistevano soltanto esclusione e solitudine. Per comprendere la storia della comunità LGBTQIA+ leccese dobbiamo partire proprio da qui.

1 <p><strong>Benvenutə alle Giravolte. Oggi questo è uno degli angoli più suggestivi del centro storico di Lecce. Ma per decenni fu molto di più. Tra questi vicoli viveva una donna che tutta la città conosceva come la Mara. Alcuni la ricordano come un personaggio eccentrico. Altri come una figura capace di creare relazioni dove esistevano soltanto esclusione e solitudine. Per comprendere la storia della comunità LGBTQIA+ leccese dobbiamo partire proprio da qui.</strong></p>
Ex Convitto Palmieri

L’Ex Convitto Palmieri ci permette di fermarci su questa domanda. Oggi è uno dei principali poli culturali della città e ospita la Biblioteca provinciale Nicola Bernardini, fondata nell’Ottocento e dotata di un patrimonio di circa 120.000 documenti. Particolarmente importante per questa mappa è l’emeroteca storica salentina, che conserva numerose testate locali: i giornali sono fonti preziose per capire non soltanto che cosa accadde, ma anche con quali parole una città descrisse persone, comportamenti e identità considerate fuori dalla norma.

2 <p><strong>L&#8217;Ex Convitto Palmieri ci permette di fermarci su questa domanda. Oggi è uno dei principali poli culturali della città e ospita la Biblioteca provinciale Nicola Bernardini, fondata nell&#8217;Ottocento e dotata di un patrimonio di circa 120.000 documenti. Particolarmente importante per questa mappa è l&#8217;emeroteca storica salentina, che conserva numerose testate locali: i giornali sono fonti preziose per capire non soltanto che cosa accadde, ma anche con quali parole una città descrisse persone, comportamenti e identità considerate fuori dalla norma.</strong></p>
Spazio Sociale ZEI

In Corte dei Chiaramonte 2, lo Spazio Sociale ZEI è un luogo di socialità, cultura e attivismo. Qui si incontrano realtà diverse della scena LGBTQIA+ e transfemminista salentina e qui ha sede il Centro Antidiscriminazione L’Amara, il primo CAD della provincia di Lecce dedicato alle persone che subiscono discriminazioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere.

3 <p><strong>In Corte dei Chiaramonte 2, lo Spazio Sociale ZEI è un luogo di socialità, cultura e attivismo. Qui si incontrano realtà diverse della scena LGBTQIA+ e transfemminista salentina e qui ha sede il Centro Antidiscriminazione L&#8217;Amara, il primo CAD della provincia di Lecce dedicato alle persone che subiscono discriminazioni legate all&#8217;orientamento sessuale e all&#8217;identità di genere.</strong></p>
Porta Napoli

Porta Napoli è un luogo particolarmente significativo per raccontare i Pride leccesi. Nel 2022, per esempio, il Salento Pride partì proprio da qui con un corteo di circa tre chilometri attraverso la città. La manifestazione fu organizzata da una rete che comprendeva Arcigay Salento, I Sentinelli del Salento, Lobello Records e Ra.Ne. Rainbow Network, con l’adesione di numerose associazioni e realtà territoriali.

4 <h3><strong>Porta Napoli è un luogo particolarmente significativo per raccontare i Pride leccesi. Nel 2022, per esempio, il Salento Pride partì proprio da qui con un corteo di circa tre chilometri attraverso la città. La manifestazione fu organizzata da una rete che comprendeva Arcigay Salento, I Sentinelli del Salento, Lobello Records e Ra.Ne. Rainbow Network, con l&#8217;adesione di numerose associazioni e realtà territoriali.</strong></h3>
Giravolte / Monastero delle Benedettine

Negli ultimi anni della sua vita Mara mantenne un rapporto profondo e complesso con la religione. A pochi passi dalle Giravolte si trova il Monastero di San Giovanni Evangelista delle Benedettine, con cui le fonti ricordano un legame particolare. Alla sua morte, nel 2001, una parte molto consistente del patrimonio immobiliare che aveva costruito nel corso della vita passò alle suore Benedettine.

5 <h3><strong>Negli ultimi anni della sua vita Mara mantenne un rapporto profondo e complesso con la religione. A pochi passi dalle Giravolte si trova il Monastero di San Giovanni Evangelista delle Benedettine, con cui le fonti ricordano un legame particolare. Alla sua morte, nel 2001, una parte molto consistente del patrimonio immobiliare che aveva costruito nel corso della vita passò alle suore Benedettine.</strong></h3>