LA LECCE INVISIBILE
Tutto comincia qui, alle Giravolte, nel cuore del centro storico di Lecce.
È tra questi vicoli che la storia della Mara si intreccia più profondamente con quella della città. Nata a Lecce nel 1932, da giovane lasciò il Salento e si spostò prima a Roma, dove inseguì anche il sogno del cinema, e poi a Genova. Qui, in anni segnati da forti discriminazioni verso chi non rientrava nelle norme di genere e sessualità, visse di lavori diversi e di prostituzione, entrando anche nel mondo delle case chiuse. Quando la legge Merlin ne decretò la chiusura nel 1958, Mara tornò a Lecce.
Il ritorno non significò però rientrare silenziosamente nei margini. Mara continuò a prostituirsi, affrontò problemi con la giustizia e, nel tempo, costruì una notevole autonomia economica. Acquistò numerosi immobili nel centro storico, molti nell’area delle Giravolte, affittandoli anche a persone che difficilmente avrebbero trovato casa altrove. Le memorie su di lei restituiscono una figura complessa: generosa per alcune persone, durissima per altre; discriminata e insieme economicamente potente; profondamente religiosa e, allo stesso tempo, al centro dello scandalo cittadino. È proprio questa complessità a renderla una chiave interessante per leggere la Lecce del secondo Novecento.
Nel 1992 Antonio Greco raccolse la sua storia in Mara. La mia vita (Una vita diversa). Nelle prime pagine invita chi legge a sospendere il giudizio prima di ascoltare il racconto. Anche questa mappa prova a fare lo stesso: partire dalle tracce, dalle fonti e dalle memorie, per raccontare Mara attraverso le molte sfumature della sua storia.

Antonio Greco, Mara. La mia vita (Una vita diversa), Lecce, Edizioni del Grifo, 1992, pp. 9–10.




